Rachel Kolly d'Alba

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- 06. Sep. 2014 - Published in Giornale di Vicenza - Text Federico Murzio

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"Lo spettacolo di Comune e CultureAll ha aperto il teatro al mondo dei volontari e dei disagiati"


"Fin de siècle ", e son subito applausi . Le melodie francesi da camera di fine `800 di César Franck, Maurice Ravel e Ernest Chausson incantano il pubblico del teatro Olimpico nel primo appuntamento del festival promosso dall'associazione CultureAll e Comune, "Cultura per tutti" Il merito va soprattutto alla violinista Rachel Kolly d'Alba, autentica trascinatrice dell'ensemble; in duo con il pianista Christian Chamorel, nella prima parte dell'esibizione , e in perfetta armonia con il quartetto d'archi dell'università degli Studi di Milano e lo stesso Chamorel, nella seconda. Si parte dunque con la sonata per violino e pianoforte di Franck, una composizione in quattro movimenti. La forma è ciclica, con il motivo del primo movimento che ritorna nei successivi tre. Forse uno dei primi esempi di sonata celica, si narra che il musicista francese s'ispirò alla "Ricerca del tempo perduto" di Proust. Di certo, Kolly d'Alba e Chamorel interpretano al meglio le emozioni originarie dello spartito,esprimendo con efficacia tutta l'intensità e la malinconia delle note. Le funamboliche melodie tzigane sono le protagoniste dell'opera di Ravel, un testo che lascia molto spazio al virtuosismo dei musicisti. Prima ad appannaggio quasi esclusivo del violino, poi in dialogo incessante tra violino e pianoforte. Impegnativo nell'esecuzione e nell'ascolto il concerto per violino, pianoforte e quartetto d'archi op.21 di Chausson.

L'impegno nell'esecuzione è soprattutto strumentale. Una sfida che sul palco dell'Olimpico gli artisti affrontano con magistrale competenza e vincono. Il pubblico trattiene il fiato per tuttal'esecuzione, immerso nella tensione e nella forza della musica di Chausson.

L'inizio del concerto è stato preceduto da un saluto dell'assessore al Sociale Isabella Sala, da un intervento della storica dell'arte Agata Keran, da una guida all'ascolto curata dal maestro Alessandro Panetto, che di CultureAll è il vice presidente e, soprattutto, dalle parole di John Axelrod, il direttore d'orchestra che è anche il presidente di Culture- All.

«Tutto ciò che è cultura è patrimonio di tutti e non solo di coloro che si possono permettere di comprare un biglietto per assistere a un concerto o visitare un museo - ha detto - Il nostro obiettivo non è solo esibirci nei grandi siti Unesco, ma anche commissionare nuove composizioni ai grandi maestri d'oggi, promuovere i nuovi talenti musicali come Fabio
Vacchi, e creareaccesso alla cultura per il futuro».



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